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BARLETTA SALERNITANA, TRASFERTA LIBERA SOLO SULLA CARTA:
LA F.I.S.S.C. DICE BASTA

BARLETTA SALERNITANA, TRASFERTA LIBERA SOLO SULLA CARTA: LA F.I.S.S.C. DICE BASTA

16 Settembre 2026

La F.I.S.S.C. esprime forte preoccupazione e ferma condanna per quanto segnalato in occasione della gara Barletta Salernitana in relazione alle difficoltà incontrate dai tifosi della Salernitana nel poter accedere a strutture ricettive e servizi lungo il percorso della trasferta.

Se una trasferta è autorizzata e definita libera, non può diventare, nella realtà, una corsa a ostacoli nella quale migliaia di persone vengono lasciate senza la possibilità di usufruire dei più elementari servizi. Questo non è il modo nel quale si costruisce un calcio moderno, questo non è il modo nel quale si avvicinano le famiglie agli stadi. E soprattutto questo non è il modo nel quale si può chiedere ai tifosi di continuare a credere nelle istituzioni sportive e nelle regole. La F.I.S.S.C. lo afferma con chiarezza: il tifoso non è un cittadino di serie B. Non può essere considerato una persona pericolosa soltanto perché viaggia per seguire la propria squadra, non può essere trattato come una presenza da tollerare soltanto dentro lo stadio. Non può essere privato, senza una motivazione chiara e proporzionata, della possibilità di fermarsi, riposarsi, utilizzare un servizio igienico, acquistare beni di prima necessità o assistere i propri familiari.

Tra i tifosi in viaggio ci sono anziani, donne, bambini, famiglie e persone che affrontano centinaia di chilometri per amore della propria squadra. I tifosi, qualunque sia il colore della loro passione, non sono né Unni, né untori, né lanzichenecchi. Sono cittadini, sono utenti dello “spettacolo” sportivo, sono una componente fondamentale del calcio italiano. E meritano rispetto. La F.I.S.S.C. non intende mettere in discussione il diritto delle autorità a garantire la sicurezza. Al contrario, la sicurezza degli stadi e delle trasferte deve essere una priorità. Ma la sicurezza non può diventare una parola magica attraverso la quale giustificare qualsiasi limitazione. Una misura di sicurezza deve essere motivata, proporzionata, comprensibile e applicata secondo criteri chiari.

Altrimenti il rischio è quello di costruire un sistema nel quale al tifoso viene chiesto di rispettare ogni regola, mentre allo stesso tifoso non viene garantito nemmeno il diritto elementare di affrontare una trasferta in condizioni dignitose. La domanda che la F.I.S.S.C. pone è semplice. Se una trasferta è libera, perché il tifoso dovrebbe essere costretto a sopportare ulteriori penalizzazioni durante il viaggio? E se esistono motivazioni di ordine pubblico alla base delle limitazioni segnalate, chi le ha stabilite, con quali criteri e attraverso quali disposizioni? Sono domande alle quali chiediamo risposte precise.

Non polemiche, non slogan. Risposte. La F.I.S.S.C. chiede pertanto alle autorità competenti e ai soggetti responsabili dell'organizzazione della gara di chiarire quanto accaduto e, soprattutto, di spiegare quali siano le procedure adottate per garantire ai tifosi in trasferta l'accesso ai servizi essenziali lungo i percorsi autorizzati. Perché non è accettabile che il concetto di “trasferta libera” rimanga soltanto scritto sulla carta, una trasferta libera deve essere realmente libera. E una trasferta sicura deve essere anche una trasferta dignitosa. La F.I.S.S.C. continuerà a chiedere che il tifoso venga finalmente considerato per quello che realmente è: una risorsa del calcio italiano e non un problema di ordine pubblico da risolvere attraverso divieti, limitazioni e sospetti generalizzati. Abbiamo chiesto per anni responsabilità ai tifosi. È arrivato il momento di chiedere responsabilità anche al sistema. Perché il rispetto delle regole deve essere reciproco. Il tifoso deve fare la propria parte, le istituzioni devono fare la propria. Il sistema calcio deve fare la propria.

E quando una trasferta viene autorizzata, nessuno può pensare che il problema finisca semplicemente perché il tifoso è stato autorizzato a partire. Il viaggio fa parte della trasferta, la dignità fa parte della sicurezza, il rispetto fa parte del calcio.

La F.I.S.S.C. non farà finta di non vedere. E continuerà a denunciare, in tutte le sedi competenti, ogni situazione nella quale il tifoso rispettoso delle regole venga sottoposto a ulteriori penalizzazioni non adeguatamente motivate. Perché seguire la propria squadra non è una colpa. È una passione. E una passione non può diventare una condanna.

BARLETTA SALERNITANA, TRASFERTA LIBERA SOLO SULLA CARTA
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