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F.I.S.S.C.: «TRASFERTE LIBERE, BASTA IPOCRISIE.
LA VIOLENZA DANNEGGIA TUTTI I TIFOSI»

F.I.S.S.C.: «TRASFERTE LIBERE, BASTA IPOCRISIE.
LA VIOLENZA DANNEGGIA TUTTI I TIFOSI»

10 Ottobre 2026

La Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio, dal 1970 al fianco dei tifosi, rilancia il proprio impegno per la tutela del diritto alla trasferta, la sicurezza negli stadi e la difesa di chi vuole vivere la propria passione sportiva senza paura.

Il 16 ottobre, a Roma, la F.I.S.S.C. promuove una tavola rotonda dedicata a un tema che riguarda tutti i tifosi, nessuno escluso: il diritto di seguire la propria squadra anche lontano da casa, senza che le responsabilità dei singoli ricadano su intere comunità.

La Federazione auspicava un patto di non belligeranza tra le tifoserie, richiamando anche esperienze del passato, come quella maturata ai tempi di Spagnuolo. Un percorso fondato sul dialogo e sulla volontà di superare le divisioni, nella consapevolezza che la libertà di trasferta rappresenta una battaglia comune, che va oltre i colori e le rivalità.

La realtà, purtroppo, racconta altro. L’ultimo episodio di Avellino-Sampdoria riporta con forza alla luce una contraddizione che non può essere ignorata: da una parte si sottoscrivono appelli per chiedere trasferte libere, dall’altra si verificano situazioni che rischiano di allontanare proprio quell’obiettivo. È un problema che riguarda tutto il mondo del tifo, perché ogni episodio di violenza offre nuovi argomenti a chi ritiene che divieti generalizzati e restrizioni collettive siano la risposta più semplice.

Chiedere trasferte libere significa assumersi anche la responsabilità di difendere questo diritto nei fatti, non soltanto attraverso dichiarazioni di principio. Quando la rivalità supera il limite e sfocia nella violenza, a pagarne le conseguenze non sono soltanto i protagonisti degli episodi, ma anche migliaia di tifosi che non hanno alcuna responsabilità e desiderano semplicemente sostenere la propria squadra, in casa e in trasferta, nel rispetto degli altri.

È questa la contraddizione che occorre affrontare senza ipocrisie: non si può invocare la libertà di movimento e, contemporaneamente, ignorare comportamenti che rischiano di comprometterla. La violenza non rafforza le ragioni dei tifosi, ma indebolisce le loro rivendicazioni e penalizza soprattutto le comunità sane del tifo organizzato e popolare.

Che cosa si aspetta la F.I.S.S.C. dalla tavola rotonda del 16 ottobre? Non proclami o promesse di facciata, ma proposte concrete da sottoporre alle istituzioni e agli organismi competenti. L’obiettivo è aprire uno spazio di dialogo e individuare soluzioni capaci di coniugare sicurezza, responsabilità individuali e diritto alla trasferta, superando la logica secondo cui il comportamento di pochi debba determinare la punizione di tutti.

Le asce devono essere sotterrate e i ponti costruiti. Non significa rinunciare alle proprie identità o piegarsi alle rivalità altrui, ma comprendere che esiste un interesse comune da difendere. Il calcio deve tornare a essere un luogo in cui la rivalità sportiva si esprime attraverso il sostegno alla propria squadra, senza trasformarsi in una minaccia per l'incolumità delle persone.

La posizione della F.I.S.S.C. è chiara: i violenti devono restare fuori dagli stadi e chi commette reati deve risponderne individualmente. Servono strumenti efficaci contro il teppismo, ma anche misure proporzionate, che distinguano le responsabilità personali dalla condotta di un'intera tifoseria. La sicurezza non deve diventare il pretesto per cancellare indiscriminatamente il diritto di migliaia di persone a seguire la propria squadra.

Il 16 ottobre sarà un'occasione di confronto, non la soluzione immediata di ogni problema. La Federazione porterà la propria esperienza e la voce dei tifosi, con la volontà di contribuire a un cambiamento concreto. Perché le trasferte libere non si conquistano soltanto con gli appelli: occorrono dialogo, responsabilità, rispetto reciproco e la capacità di dimostrare, attraverso i comportamenti, che un altro modo di vivere il calcio è possibile.

Dal 1970 al fianco dei tifosi. Una sola maglia, tante passioni, un obiettivo comune: trasferte libere, sicurezza e rispetto.

Comunicato Stampa 10 Ottobre 2026
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