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La prima trasferta della Zebretta:
strada, amicizia, calcio e un ricordo che resta

La prima trasferta della Zebretta: strada, amicizia, calcio e un ricordo che resta

31 Agosto 2026

Ci sono trasferte che cominciano molto prima del fischio d’inizio. Cominciano quando si chiude la porta di casa, quando si sale in macchina, quando si mette in moto e si prende la strada. Cominciano con l’attesa, con i messaggi degli amici, con quella sensazione difficile da spiegare che accompagna ogni viaggio verso uno stadio. La prima trasferta dell’Udinese Club San Daniele, “La Zebretta”, è stata proprio così.

Una giornata nata sotto il segno del calcio, ma che strada facendo è diventata qualcosa di molto più grande: un viaggio attraverso luoghi, amicizie, incontri e soprattutto ricordi. La partenza, però, non è stata semplice. Sull’autostrada diversi incidenti hanno provocato forti rallentamenti e hanno inevitabilmente modificato il programma della giornata. Il tempo a disposizione si è accorciato, i minuti hanno cominciato a correre e quella classica tranquillità che accompagna una trasferta organizzata ha lasciato spazio alla necessità di rispettare gli appuntamenti. Ma una trasferta è anche questo. È saper cambiare programma senza perdere lo spirito con cui si è partiti. Il viaggio ci ha portato verso il lago di Como e poi a Lecco, dove ci aspettavano gli amici di Bergamo. Un incontro breve, ma prezioso. Perché nel calcio le amicizie non hanno bisogno necessariamente di lunghe giornate insieme. A volte basta sedersi a tavola, guardarsi negli occhi, raccontarsi qualche storia e condividere un pranzo per capire che quella strada la si può percorrere insieme.

Pranzare sulle rive del lago, con quel panorama davanti agli occhi, è stato uno di quei momenti che rimangono nella memoria. Poi di nuovo in viaggio, destinazione Monza. Una città che meritava una visita e che, anche con il tempo tiranno, ci ha regalato la possibilità di fermarci davanti alla sua storia. La Reggia di Monza e il suo magnifico parco hanno rappresentato una parentesi diversa dal calcio, ma perfettamente dentro lo spirito di una trasferta. Perché viaggiare per seguire la propria squadra significa anche conoscere i luoghi che la ospitano, respirarne l’atmosfera e portarsi a casa qualcosa che va oltre il risultato della partita. Poi arriva il momento per cui, in fondo, tutto è cominciato. Lo stadio Brianteo. Quasi 770 tifosi friulani hanno accompagnato l’Udinese. Un popolo in trasferta, con le proprie sciarpe, le proprie voci e quella passione che non ha bisogno di spiegazioni. Quando entri in uno stadio lontano da casa capisci immediatamente che la partita non si gioca soltanto sul terreno di gioco. Sugli spalti c’è un’altra partita. Quella dei cori, dell’incitamento, della voglia di esserci. Quella di chi ha percorso chilometri per stare vicino alla propria squadra.

E sul campo è stata una partita vera. Il Monza ha iniziato con grande determinazione, prendendo il controllo del gioco e mettendo in difficoltà l’Udinese. Ma il calcio, spesso, non premia soltanto chi domina. Premia anche chi sa aspettare, chi sa soffrire e chi sa colpire nel momento giusto. L’Udinese ha trovato nelle ripartenze la propria arma migliore. Ogni spazio lasciato dal Monza poteva diventare pericoloso e così, dopo una gara intensa e combattuta, il risultato è arrivato fino all’1-3. Sembrava il momento della tranquillità. Ma nel calcio la tranquillità dura sempre poco.

Il Monza ha continuato a spingere, ha aumentato la pressione e ha trovato la forza per accorciare le distanze. Gli ultimi minuti sono diventati una battaglia. Dalla panchina agli spalti, tutti con il fiato sospeso. L’Udinese ha dovuto stringere i denti, difendere ogni pallone, resistere alla pressione e accompagnare il tempo verso quel fischio finale che sembrava non arrivare mai. Poi, finalmente, il triplice fischio. Vittoria.

Una vittoria sofferta, conquistata con le ripartenze ma soprattutto con la capacità di resistere quando la partita sembrava poter cambiare ancora una volta. Per la Zebretta, però, questa prima trasferta aveva un significato ancora più profondo. Questa giornata è stata dedicata al ricordo di un nostro socio che proprio in questi giorni ci ha lasciato dopo aver combattuto contro una malattia. Il calcio, davanti a certe cose, diventa improvvisamente piccolo. Una vittoria, una sconfitta, un gol possono farci arrabbiare o gioire per novanta minuti. Ma ci sono persone e momenti che vanno oltre il risultato. Per questo abbiamo voluto dedicare a lui questa trasferta. Portarlo con noi, idealmente, lungo quella strada. Dentro quelle macchine. A tavola con gli amici. Davanti al lago. Tra le vie di Monza. E infine sugli spalti del Brianteo, insieme a quei quasi 770 friulani che hanno accompagnato l’Udinese. C’è poi un piccolo rammarico che ci portiamo a casa. Non siamo riusciti a incontrare “Gli Amici del Monza”.

Il ritardo accumulato a causa dei molteplici incidenti in autostrada ha inevitabilmente ristretto i tempi della nostra giornata e ci ha impedito di fermarci con loro come avremmo voluto. Ci tenevamo a incontrarli, salutarli e condividere qualche momento prima della partita. Perché il calcio che piace a noi è fatto anche di questo: rispetto, amicizia e rapporti che vanno oltre i colori della propria squadra. Questa volta non è stato possibile. Ma non vogliamo che questo incontro rimanga soltanto un appuntamento mancato. Gli Amici del Monza saranno nostri ospiti al terzo tempo di Udinese-Monza. Sarà quella l’occasione per recuperare il tempo che questa trasferta ci ha tolto, sederci insieme, parlare di calcio e, soprattutto, ritrovarci da amici. Perché una trasferta non è fatta soltanto di novanta minuti e di un risultato. È fatta delle persone che incontri lungo la strada, delle amicizie che costruisci, dei saluti che riesci a dare e anche di quelli che sei costretto a rimandare. A Monza non siamo riusciti a incontrare gli Amici del Monza come avremmo voluto. Ci dispiace sinceramente. Ma il calcio, quello che amiamo, offre sempre una seconda occasione. E noi abbiamo già deciso dove sarà. A Udine. Al terzo tempo di Udinese-Monza. Insieme agli amici del Monza. La prima trasferta della Zebretta è stata quindi una vittoria dell’Udinese, ma non soltanto.

È stata una giornata di strada, di amicizia, di calcio e di memoria. Un viaggio iniziato tra gli incidenti e i rallentamenti dell’autostrada e terminato con tre punti in tasca e tanti pensieri da portare a casa. Perché il calcio è anche questo. È partire per novanta minuti e tornare con una storia da raccontare. E questa prima storia della Zebretta porta con sé un risultato, un viaggio, quasi 770 cuori friulani sugli spalti e il ricordo di una persona che, anche se non era fisicamente con noi, in qualche modo ha viaggiato insieme a noi.
La vittoria è dell’Udinese. Il viaggio è della Zebretta. Il ricordo, invece, resta.

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