19 Ottobre 2026
Ci sono partite che cominciano al fischio dell’arbitro e altre che prendono il via davanti a un piatto fumante, con una forchetta in mano e la voglia di stare insieme. Monza e Cagliari, stavolta, hanno cominciato così: non inseguendo un pallone, ma cercando nell’altro qualcosa che il calcio moderno sembra aver smarrito per strada. Il piacere di riconoscersi, pur indossando una maglia diversa.
Da una parte gli Amici del Monza, dall’altra il Cagliari Fan Club. Due appartenenze, due storie, due modi di vivere la domenica, accomunati da quella passione che fa del calcio molto più di una faccenda di piedi, schemi e classifiche.
A colpi di forchetta, questa volta, non si sono affrontati gli avversari, ma i piatti, assaporati fino all’ultimo boccone. E tra un bicchiere di buon vino e una chiacchiera, la conversazione ha preso la strada più naturale: il pallone, quello di ieri e quello di oggi, quello che accende gli animi e quello che troppo spesso finisce per dividere.
Si è parlato di calcio, ma anche di ciò che gli gira intorno. Dei divieti che restringono gli orizzonti delle trasferte, dei costi sempre più elevati che rendono complicato seguire la propria squadra, delle difficoltà di chi continua a credere che andare allo stadio sia un’esperienza di vita, un rito collettivo, un legame con la propria città e con la propria gente.
Eppure, in mezzo a tante difficoltà, qualcosa resiste. Anzi, cresce. È la capacità di sedersi allo stesso tavolo, ascoltarsi e scoprire che dietro una sciarpa diversa batte spesso lo stesso cuore. Non occorre rinunciare alla propria identità. Basta riconoscere che la passione altrui merita lo stesso rispetto che pretendiamo per la nostra.
Così, mentre i piatti si svuotavano e i discorsi si facevano più intensi, è maturata un’amicizia che ha il sapore del fair play autentico. Quello che non si esaurisce in una stretta di mano prima della partita, né si consuma in una fotografia di circostanza. Quello che si costruisce attraverso la conoscenza reciproca, la disponibilità e il rispetto.
È proprio questa la strada che percorrono le tifoserie associate alla F.I.S.S.C., la Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio. Quando si incontrano, non portano soltanto i colori delle rispettive squadre: portano esperienze, storie, tradizioni e la volontà di dimostrare che il tifo può essere anche incontro, solidarietà e cultura popolare.
Il calcio, del resto, è fatto di persone. Le curve, le trasferte, i ritrovi prima della partita, le amicizie nate lontano da casa: tutto appartiene a un patrimonio umano che non può essere ridotto a un problema di ordine pubblico o a una voce di spesa nel bilancio familiare.
La sicurezza è necessaria, le regole sono importanti, ma non si può dimenticare che il tifoso è prima di tutto una persona. E che una società capace di valorizzare le relazioni, anziché soffocarle, ha più strumenti per costruire una cultura del rispetto.
L’incontro tra gli Amici del Monza e il Cagliari Fan Club racconta proprio questo. Non è soltanto una parentesi conviviale, ma un esempio concreto di ciò che può nascere quando le rivalità restano sul terreno del confronto sportivo e lasciano spazio alla conoscenza.
Perché le partite finiscono, i risultati si dimenticano e le classifiche cambiano. Le amicizie, invece, possono durare molto più a lungo di un campionato.
Ben vengano queste tavolate, questi incontri, queste occasioni in cui il calcio torna a essere una lingua comune. Ben vengano le tifoserie che scelgono di conoscersi prima di giudicarsi, di dialogare prima di contrapporsi, di costruire invece di distruggere.
È questa l’eredità che vale la pena lasciare a chi verrà dopo di noi: un calcio nel quale si possa viaggiare per seguire la propria squadra, incontrare un’altra tifoseria e tornare a casa con un bel ricordo, un’amicizia in più e magari un invito da ricambiare.
Perché la vittoria più importante non sempre compare sul tabellone dello stadio. Qualche volta si conquista attorno a una tavola, tra una portata, un bicchiere di vino e una conversazione sincera.
E quando gli Amici del Monza e il Cagliari Fan Club riescono a incontrarsi così, a vincere non è una sola tifoseria.
A vincere è il calcio. Quello delle persone, delle amicizie e del rispetto. Quello che la F.I.S.S.C. vuole continuare a trasmettere, oggi e domani, come patrimonio da consegnare alle nuove generazioni di tifosi.


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